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giovedì 24 marzo 2011

Le usanze aquilane


Con l'arrivo della pensione il genitore aquilano pensava di spendere il tfr come buona parte di un acconto per l'acquisto della seconda casa.

Non la comprava per se, non era scemo, la comprava al figlio, ancora studente, che si ritrovava la sua prima casa.
Dal canto suo il genitore aquilano non aveva così una seconda casa, con tutti i vantaggi fiscali conseguenti, non ultimo dei quali quello di lasciare il pargolo proprietario di casa nel proprio stato di famiglia, tenendoselo "a carico".
Tasse universitarie del pargolo, spese mediche etc... tutto da scaricare dalle tasse, mica scemo.
Il pargolo nel frattempo finiva di studiare, magari si laureava, nel frattanto la sua casa veniva affittata a studenti che provvedevano con la  pigione al pagamento del mutuo nel frattanto acceso dal (non scemo) genitore.
Poi quel maledetto 6 aprile, la casa paterna diviene B e la casa del pargolo E.
Il buon padre di famiglia fa la domanda e poi i lavori della B, dove vive con tutta la famiglia.
Poi arriva il momento della E del pargolo... e qui il non scemo padre aquilano si scontra con il furbo, lo Stato.
Si lo Stato tutto, che prima di fare le ordinanze ha capito il sistema, perfettamente legale, di acquistare una casa ai figli, ed ha agito esattamente di conseguenza per risparmiare.
Nemmeno un euro per la E del pargolo, che nello stato di famiglia del padre ha già usufruito del contributo per la B. Il mutuo però si paga.
Dimenticavo, se il padre però ha preso a nero le pigioni degli studenti, non facendo contratti il discorso cambia, li i soldi arrivano.
Governo di ladri, leggi a favore dei ladri.
Capisco le terze, quarte case, ma così è proprio un furto.
Graditi commenti di smentita, spero di sbagliarmi.

venerdì 10 dicembre 2010

31 gennaio 2011, TG 1

31 gennaio 2011 TG 1: il Premier Berlusconi emana il decreto d'urgenza 26/2011 con il quale istitusce il Tribunale Strordinario per i parlamentari, sottraendo questi, i loro collaboratori e parenti fino al quinto grado, agli attacchi bolscevichi della magistratura "ordinaria". 
Tutto ciò per mettere finalmente a tacere le sterili polemiche sui legittimi impedimenti del Premier. Utilizzati, tra l'altro, solo 4 volte quest'anno. 
Il ministro per i Rapporti, presidente Massimo Dalema, attacca l'opposizione perchè non riesce a capire che l'ordinario non può avere a che fare con lo straordinario; tutta la maggioranza è con il ministro. Segue giro di interviste sul punto: Di Pietro, Gasparri, Cicchitto, Schifani, Bertolaso.
Renzo Bossi e Daniele Capezzone, chiamati a riscrivere la Costituzione inseme a Calderoli, con la supervisione dell'Avv. Prof. Parlamentare Sottosegretario Ghedini, da giorni disquisiscono sul concetto di rappresentanza del parlamento. Il punto del direttore Minzolini.
Da una idea del Ministro alla Contrattazione Marco Pannella, nasce la proposta di contrattualizzare i parlamentari per 4 anni, dietro retribuzione proporzionata al rimborso elettorale conseguito dal partito datore di lavoro.
In tal modo i parlamentari, che diventerebbero 80 o al massimo 160, (anche se la Lega propende per il numero tondo: 1000!) sarebbero più garantiti nei confronti delle ingiuste istanze (di terremotati, immondiziati, licenziati, incendiati, tunnellizzati, precarizzati, studentati etc...) provenienti dal basso, dovendo fedetà contrattuale al solo partito. Si pensa anche a stages semestrali in altri partiti, naturalmente retribuiti, oltre che a compartecipazioni.
Nel frattempo il nuovo presentatore di "che tempo che fa", Cleto Staquatanio intervista questa sera il sottosegretario ai Giochi e Compagnie Emilio Fede sulle grandi riforme che nei prossimi decenni il governo approverà.
E' alta nel paese la polemica se sia più urgente riformare le pensioni dei parlamentari o il servizio bar di Montecitorio; interviste alla convention del partito dell'amore.
Invane risultano le ricerche del povero Gianfranco Fini dopo l'abbondante nevicata, sospette le lacrime in diretta della Santanchè a Report...
Presentazione del nuovo ministro alla sanità Nicole Minetti che vuole introdurre la Asl unica Italia 1, che poi provvederà in franchising a servire tutto il paese.
Servizio conclusivo sulla annuale (la prima) edizione del salone del Lusso Assoluto italo-libico, di gran moda la tenda blu topazio protezione civile (marchio registrato) in versione extra lusso.
I numeri vincenti del super enalotto sono....

giovedì 29 luglio 2010

Ad reprimenda audacia aquilanorum


Non ci volevo credere e poi ho avuto molto da fare... fa caldo... ma poi l'ho visto in tv e sono rimasto di mm...ghiaccio!
Strano che non si sia messo il cascone dei pompieri per annunciare che rimanderà la Protezione Civile a L'Aquila, avrà pensato che sti ca**o di aquilani hanno rotto i co****ni e che adesso rimanda giù Guidone che ci pensa lui. Ma non doveva poi venire a manifestare contro di noi!? Cioè prima si manifesta e poi manda Guido?! Il contrario!? Bha!
Sarà che c'ha un cacchio di periodo difficile... Gianfranco e suoi seguaci comunisti, i Giudici comunisti, la Nato comunista, geometri, camerieri, cani, gatti comunisti... e poi Bertinotti non fa nemmeno il 4% !?... non capisco nulla di sondaggi!
La verità è che Berlusconi vede la sua fine vicina e tira fuori gli artigli per mettere paura e non far vedere la sua misera condizione.
Ci teme, ci ha fatto pestare, ci ha censurati, ha violato le nostre vite e le nostre terre, offeso i nostri morti con i suoi spergiuri e noi siamo ancora qui a gridare, anzi siamo più determinati di prima, in buona compagnia a dare piccio al governo del "fare".
Torna la Protezione Civile (come se se ne fosse mai andata, ma questo è discorso a parte), così ha annunciato davanti alle telecamere, ma speriamo smentisca dicendo di non averlo mai detto...
Questa è una mossa prevedibile, data l'incapacità del governo di gestire il post sisma, il bisogno di far tacere la verità, di seppellire i problemi, i malaffari e le incapacità, la necessità di non avere voci discordanti nel copione.
Berlusconi non sa nemmeno che gente siamo, non gli è mai interessato, non ha mai parlato con noi, è sempre venuto a visitare set televisivi con comparse, non si è mai confrontato con chi la pensava diversamente, non lo sa fare come la maggior parte dei politi che ci ritroviamo.
Detto per inciso poi, secondo me, gli stiamo proprio antipatici a prescindere perché quando è venuto qui è bastato il freddo a stenderlo...
Mi ricorda "l'autunno del patriarca"di Marquez, è sempre più solo, sempre più paranoico, tanto più solo e paranoico quanto potente ed in declino, sempre più lontano dalla realtà, al sicuro tra le sue mura sorvegliate; sempre più lontano dalla Costituzione e dalle legge, cerca di imporsi come un dittatore, o peggio come un capitano di industria di altri tempi.
Sono contento di aver letto sui social network ed i blogs le reazioni di molti, aver sentito la rabbia, lo sdegno di chi, nemmeno trentenne, non vuol farsi scippare il futuro dal "ghe pense mi" un settantatreenne agli ultimi colpi di coda.
Non possiamo tollerare l'onta, l'insulto del "fatevi da parte che non siete capaci", di questo continuo spodestamento di competenze proprie che, si badi, è sempre una punizione e non un aiuto, l'ennesimo trattamento impari di fronte agli altri trascorsi terremoti, ancora in peggio;  nemmeno io abdico!
L'Aquila non è il Friuli, non è Assisi, Foligno, le Marche, il Molise... siamo un capoluogo di regione con una Storia che non morirà, non lo permetteremo, che sopravviverà al povero Silvio, a Guido ed a noi tutti. Vorrei però che fra 30 anni su Berlusconi non debba pesare quello che nel frattanto è stato fatto qui, quella è una responsabilità che deve essere mia.


martedì 6 luglio 2010

Siamo solo all'inizio...


Oggi fa caldo, domani sarà peggio.
Viviamo una strana fase della storia, per noi aquilani oltremodo surreale e drammatica, una crisi economica e sistemica che cambierà il mondo.
Oggi i partiti non esisito più, l'aggregazione sociale si fa su facebook e se si deve far parte di una associazione è meglio fondarsela da sé ed esserne il presidente.
Siamo sempre più un insieme di singole individualità che si aggregano sporadicamente intorno ad un' esigenza non più intorno un'idea.
Domani saremo sotto la caligola romana proprio per una esigenza, vera e cogente, la sussistenza della nostra città, il suo diritto ad esistere sulla cartina politica come capoluogo di regione vivo e non solo sulle guide turistiche tra le vecchie attrazioni tragicostoriche.
L'esenzione fiscale per un periodo ragionevole e sicuro e la certezza di un flusso economico certo e costante sono le basi per ricostruire L'Aquila, chi sottovaluta questo non sa di che parla o peggio ancora è un'insulso opportunista
Sono stufo di sentire chi inneggia questo o quel Governo per come ha gestito questa o quell'altra catastrofe, non si può sempre ridurre tutto ad una questione politica.
Parliamo invece di come hanno reagito le popolazioni, le persone.
Un terremoto italiano che si può paragonare al nostro per estensione della zona colpita, per la morfologia del territorio, per il numero di sfollati (e non per fortuna per quello dei morti) e per la situazione di svantaggio economico e cattivi collegamenti della zona colpita dal sisma è quello Fiulano del 1976.
Loro sono riusciti a fare della ricostruzione il volano dello sviluppo di una intera regione (cosa impensabile per noi data l'ottusità del nostro presidente Chiodi, appiattito sulle posizioni di partito) e ci sono riuscito solo grazie alla collaborazione, all'associazionismo, al sentimento comune di salvaguardia della propria terra; lo hanno fatto lottando tutti insieme per anni.
Domani, come oltre trenta anni fa, si deve scendere in piazza e gridare le proprie lamentele e proposte e lo si dovrà fare, purtroppo, per molte volte ancora.
Le buone prassi riscontrate nelle ricostruzioni "vincenti", ultimo il terremoto dell'Umbria, ci danno il diritto di rivendicare quello che ci spetta e non si tratta affato di regie regalie.
Non si può in questo momento solo ringraziare per quello che è stato fatto (bene o male, alla Storia la sentenza), non siamo sudditi, bisogna adesso reclamare i propri diritti, come cittadini, e se non accade questo è meglio andare via, ma non da L'Aquila, andare via dall'Italia.