giovedì 6 gennaio 2011

Le Tasse, le chiese, forse le case e, non è detto, il lavoro

Foto Settembre 2009, e non siamo in centro
Il buco che vedete qui di fianco lo si può visitare in zona Aquila est, in quello che un tempo gli aquiloti (secondo alcuni studiosi aquiliti o aquilati), abitanti dell'antica Aquila (o Laquila), definivano quartiere o settore Sansisto.
Pare che gli abitanti del tempo dopo aver subito una catastrofe naturale di ingenti proporzioni -all'epoca erano considerati così i terremoti-  scavavano per inseguire sotto terra gli esseri immaginari che secondo loro provocavano le scosse.
Altri buchi si trovano nei pilastri delle rovine; anche questi  devono essere interpretati come un tentativo di ricerca di spiriti nelle strutture.
In pratica nessuna traccia rimane delle costruzioni più antiche, che da recenti scavi sembrano comunque aver occupato una vasta area li vicino (chiamata aquila centro), a differenza di quelle che si rinvengono invece in quella zona che viene comunemente definita dagli studiosi "Aquila ovest".
Il tutto avrebbe costituito un unico settore abitativo, non si spiegherebbe altrimenti un insediamento discontinuo, fatto di due particelle che gravitano intorno al nulla, una città a forma di ciambella insomma.
Altri studiosi lo ritengono invece possibile, sostenendo che tale pianta sia un omaggio a quella che un tempo si credeva fosse la forma dell'universo.
Sappiamo per certo però che gli abitanti lasciarono quei luoghi di intorno il 2011-2012, quando tramontò la convinzione di poter continuare a sperare che una divinità li potesse salvare.
Dopo quasi 2 anni le E in periferia sono ferme
Non conosciamo tale culto, lo si suppone però dal ritrovamento dei resti di  numerose cupole di pexiglass  e sassi che si pensa servissero a celebrare riti religiosi.
Gli abitanti avrebbero speso tutte le proprie risorse per la costruzione di questi manufatti, tralasciando di ricostruire attività economiche ed edifici.
Altri strani manufatti sono stati ritrovati, sparsi pare senza una apparente logica (se non quella esoterica), e sono delle specie di altari enormi, sorretti da colonnati di metallo, sorta di piastre che si presume fossero altari sacrificali, ove vittime inermi venivano portate in gran numero per una morte lenta e dolorosa, esposti al freddo ed al caldo delle stagioni.
Rimane di primario interesse nel campo storico lo studio di quel periodo, per i numerosi ritrovamenti fisici, mentre è praticamente impossibile ritrovare resti digitali e di segnale di rete, che a quel tempo erano accessibili evidentemente a poche zone della Terra. E' affascinante pensare a come questa popolazione si sia in un certo senso lasciata morire, non avendo i mezzi e magari anche le capacità di ricostruire un tessuto sociale/economico, e si siano invece immolati in nome di un credo o di una superstizione.
Tutti i ritrovamenti fanno insomma pensare che gli antichi aquiloti, così come credettero nella imprevedibilità e soprannaturalità di un terremoto abbiamo con lo stesso spirito atteso una soluzione di identica natura.

Le ricerche del Dna Beta nelle popolazione della penisola italo-slava della Terra hanno comunque confermato che sino al sisma vivevano in quella zona almeno 50.000 persone, poco più di un insediamento stellare di classe Eta per intenderci, eppure nonostante questo non hanno saputo affrontare le avversità.

E' incredibile pensare a come un insediamento Eta sappia esplorare e colonizzare pianeti interi, grazie alla tecnologia, certo, ma prima di tutto con lo spirito di collaborazione solidale e di come invece gli aquiloti non abbiano visto invece che il loro tornaconto personale, riponendo le loro speranze in una divinità superiore e con questo decretando la propria estinzione.
Non conosciamo bene la situazione storico politica di quella zona a quel tempo, non essendovi traccia alcuna nemmeno della forma di governo, ma la storia degli aquiloti è di insegnamento per le nostre genti che nella collaborazione e nella visione comune del futuro affrontano sfide impossibili, il più delle volte riuscendo a vincerle.
Buona navigazione a tutti.


1 commento:

  1. Genio maledetto!
    La leggeremo ai nostri nipoti.

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